L’ipertrofia prostatica benigna è una patologia estremamente frequente nell’età adulto anziana. La prostata aumenta fisiologicamente di dimensioni con l’avanzare degli anni e in oltre il 50% dei casi questo ingrossamento si manifesta con una sintomatologia delle basse vie urinarie, caratterizzata da sintomi irritativi come aumento della frequenza urinaria sia di giorno che di notte, l’urgenza a mingere improvvisa e la perdita involontaria di urina, e sintomi ostruttivi come getto urinario debole e/o a ventaglio, intermittenza, esitazione, sensazione di incompleto svuotamento e dribble o sgocciolamento terminale. Questa situazione può portare a complicazioni come litiasi vescicale, infezioni delle vie urinarie, ematuria, ipertrofia detrusoriale, diverticolosi vescicale e ritenzione urinaria acuta, una delle complicanze peggiori per la qualità di vita del paziente. La gravità della sintomatologia può essere stadiata tramite l’International Prostatic Symptom Score (IPSS) un questionario standardizzato riconosciuto a livello internazionale.

Per giungere a diagnosi oltre alla visita e alla sintomatologia riferita, possono rendersi necessari alcuni esami strumentali come l’uroflussimetria che studia i flussi urinari (ridotti nel caso dell’ipertrofia), l’ecografia sia addominale che transrettale che permette di studiare le dimensioni della prostata, la quantità di residuo post-minzionale, le dimensioni della vescica e la presenza di eventuali diverticoli vescicali, l’esame urodinamico che si dimostra fondamentale per studiare i meccanismi funzionali che causano la sintomatologia e il dosaggio del PSA, il cui valore è direttamente proporzionale alle dimensioni della prostata.