Che cos’è la disfunzione erettile?

La disfunzione erettile (DE) è un disturbo che può colpire gli uomini e si manifesta nella mancata erezione del pene pur in presenza di un buon desiderio sessuale. In frequenti casi i problemi erettivi si presentano con discontinuità e non consentono di mantenere un rapporto sessuale per tutta la sua naturale durata.
È importante sottolineare che è un disturbo benigno, non è una malattia ma un sintomo che può rivelare la presenza di altre patologie (alterazioni cardiovascolari, problemi endocrino-metabolici, diabete, malattie neurologiche).
La DE può determinare importanti ripercussioni sulla salute psichica del paziente e della coppia, influenzandone negativamente la qualità di vita.
Sebbene possa presentarsi a qualsiasi età, la disfunzione erettile è più frequente negli uomini di età superiore ai 45-50 anni: analogamente a quanto accade per la patologia cardiovascolare l’incidenza del disturbo aumenta con l’avanzare dell’età ed è più frequente nei soggetti diabetici o con alterato metabolismo dei grassi e degli zuccheri, negli ipertesi e nei fumatori.
È frequentemente collegata a fattori psicologici, come ansia, stress, depressione
La disfunzione erettile ha un impatto negativo sull’autostima dell’uomo in quanto maschio con possibili ripercussioni sulla vita quotidiana in termini di benessere, umore e resa lavorativa. Le ripercussioni possono aversi anche sul partner, che può sentirsi rifiutato o non desiderato, con conseguenti tensioni di coppia.
La disfunzione erettile non è un problema riservato agli “over”, ma può colpire anche i giovani. In ogni caso, è importante promuovere la cultura della salute sessuale e riproduttiva tra i ragazzi, in modo che si sottopongano a controlli periodici, senza aspettare che compaiano i primi sintomi del problema.
Un importante fattore di rischio è oggi rappresentato dalla prostatectomia radicale, l’intervento chirurgico che prevede l’asportazione completa della prostata in caso di tumore. Dopo prostatectomia radicale, comunque essa venga eseguita (a cielo aperto, in laparoscopia o in laparoscopia robot-assistita), in circa il 50% dei casi è possibile perdere la funzione erettile spontanea per un danno ai nervi cavernosi che decorrono a stretto contatto della prostata.

Quali solo le cause della disfunzione erettile?

Le cause della disfunzione erettile sono varie e numerose, tanto che la malattia viene oggi classificata in varie forme secondo l’agente causale implicato.
L’erezione del pene è un fenomeno complesso che dipende da una perfetta integrazione tra meccanismi nervosi (cervello, nervi, emozioni…), endocrini (ormoni come il testosterone) e vascolari (vasodilatazione, afflusso di sangue al pene). Di conseguenza, basta un semplice inceppo di uno di questi meccanismi perché il tutto esiti in difficoltà a raggiungere o a mantenere l’erezione.

Diagnosi – Inquadramento clinico

Sebbene per molti uomini sia molto difficile, Il punto fondamentale è riconoscere di avere un disturbo e soprattutto condividerlo con un medico, anche il medico di famiglia che, conoscendoci maggiormente può indirizzarci nel giusto percorso.
Sebbene Internet sia un’importante fonte di informazioni, Social network, forum e motori di ricerca non possono mai e in nessun modo sostituire una visita medica. Cercare informazioni su internet può essere pericoloso e fuorviante, nonché un viatico per l’acquisto di (presunti) farmaci online che possono nuocere gravemente alla salute.
Il confronto con il medico è fondamentale perché ci sono precisi fattori di rischio che possono provocare l’insorgere della disfunzione erettile: Per prima cosa vanno identificati e corretti gli stili di vita errati l’obesità, il consumo di tabacco, alcol e droghe, la sedentarietà, l’uso di farmaci anti-ipertensivi e di psicofarmaci ma anche malattie come il diabete e la depressione.
Attraverso un semplice prelievo di sangue devono essere escluse problematiche inerenti al metabolismo degli zuccheri e dei grassi, all’assetto ormonale maschile (Testosterone, LH e prolattina) e alla salute della prostata (PSA).
E’ utile sottoporsi ad una valutazione cardiologica, dal momento che malattie del cuore clinicamente silenti possono essere responsabili di disfunzione erettile, Sottoponendo al paziente alcune specifiche domande, si possono evidenziare problematiche inerenti alla sfera della sessuologia che potrebbero poi richiedere un percorso di counseling sessuologico.
Durante la visita medica andrologica vengono esaminati gli organi genitali per identificare possibili patologie del pene (Induratio Penis Plastica, fimosi, frenulo breve), della prostata (ipertrofia prostatica benigna, tumore della prostata, prostatite) e dei testicoli (ipogonadismo, idrocele, varicocele, tumore del testicolo) In casi selezionati si esegue l’ecocolordoppler penieno dinamico, un esame che dà importanti informazioni sulla “salute vascolare” del pene, oppure l’ NPT-test, che permette di valutare l’attività delle erezioni che in condizioni normali si verificano durante la notte.

Percorso terapeutico

La terapia della disfunzione erettile, prevede diversi approcci terapeutici che hanno lo scopo di consentire alla coppia un rapporto soddisfacente.

Farmacoterapia orale

Questi farmaci non sono “iniziatori di erezione” in ogni situazione! È fondamentale che sia presente un adeguato stimolo erotico affinché possano espletare il loro effetto. Sono farmaci efficaci (la loro risposta complessivamente supera il 70%) e soprattutto sicuri, contrariamente a quanto molti pazienti temono. Le controindicazioni assolute al loro utilizzo sono di fatto concentrate sul paziente cardiopatico che deve assumere farmaci per le coronarie (i nitroderivati)
Sildenafil (Viagra)
E’ efficace dopo 30-60 minuti dall’assunzione, che deve avvenire lontano dai pasti. Ne esistono tre dosaggi: 25, 50 e 100 mg

Tadalafil (Cialis)
Primi effetti dopo 30’ dall’assunzione e si mantengono per circa 36 h, ma il picco dell’efficacia si ha dopo circa 2h. Ne esistono tre formulazioni: 5, 10 e 20 mg Il Cialis da 5 mg va assunto ogni giorno ed è indicato nel paziente con difficoltà erettive, sensibile alla spontaneità del rapporto, abituato ad una frequenza di rapporti settimanali elevata (almeno 3 volte/settimana) e che contemporaneamente ha disturbi del basso tratto urinario (LUTS) secondari a ipertrofia prostatica benigna. Può essere assunto anche a stomaco pieno

Vardenafil (Levitra)
L’efficacia si ha dopo 30 minuti dall’assunzione, ed è solo modicamente influenzata dalla replezione dello stomaco. Ne esistono tre dosaggi: 5, 10 e 20 mg. In commercio si trova anche la formulazione orodispersibile da 10 mg: in questo caso la pastiglia va sciolta sotto la lingua e l’effetto si ha dopo circa 10-15 minuti. E’ una formulazione che si presta particolarmente alla preservazione della spontaneità del rapporto, che non deve essere “programmato” molto tempo prima.

Quale farmaco scegliere?
Tutte e tre le molecole sono altamente efficaci se assunte nella maniera corretta. La scelta del farmaco, che si basa sulle esigenze di ogni singolo paziente/coppia (frequenza dei rapporti, componente “ansia da prestazione”, tipologia del partner ecc), viene fatta in sede di visita assieme all’andrologo.

Sono farmaci pericolosi?
Gli effetti collaterali si verificano in circa il 5% dei casi (mal di testa, rossore del volto, congestione nasale, dolori muscolari, bruciore di stomaco principalmente), sono di modesta entità e tendono a risolversi spontaneamente se il paziente prosegue l’assunzione del farmaco. Contrariamente a quanto si crede e si dice, questa classe di farmaci non è pericolosa per il cuore. Di fatto l’unica reale controindicazione è rappresentata dalla contemporanea assunzione di un farmaco nitroderivato (serve per prevenire gli episodi di angina). L’attività sessuale rappresenta un modesto sforzo fisico, paragonabile a quello che si compie per salire due rampe di scale. Se il cardiologo, davanti a casi particolarmente gravi, sconsiglia ogni tipo di sforzo, il paziente non può certo assumere un farmaco per migliorare la prestazione sessuale! La concomitante terapia con alcuni farmaci per la prostata (gli alfalitici) va seguita con attenzione e sotto specifiche direttive mediche, cercando di distanziare il più possibile l’assunzione dei due farmaci.

Terapia ormonale

In molti casi la disfunzione erettile è legata ai ridotti livelli di testosterone del sangue. Il testosterone è l’orologio ormonale che sincronizza il desiderio sessuale (o “libido”) con l’atto sessuale. Inoltre il testosterone attiva e mantiene l’erezione dell’inizio alla fine del rapporto. Per questo la disfunzione erettile, spesso presente nell’ipogonadismo, migliora dopo la terapia a base di testosterone.

Terapia psicosessuale

Nei casi in cui la disfunzione erettile sia di verosimile natura psicogena, l’intervento psicosessuale è indispensabile al fine di individuare e rimuovere i fattori che l’hanno causata. la terapia psicosessuale è fondamentale anche nei casi di disfunzione organica o mista, in quanto riesce ad ridurre lo stato di ansia e di disagio.

Farmacoterapia intracavernosa

Questo tipo di soluzione è solitamente riservata ai pazienti che non rispondono o che non possono assumere i farmaci orali, e nei pazienti che affrontano la riabilitazione della funzione erettile dopo un intervento (prostatectomia radicale, cistectomia radicale).
La terapia consiste nell’iniezione, direttamente all’interno del pene, di una sostanza (le prostaglandine, nome commerciale “Caverject”) che ha effetto vasodilatante e provoca l’erezione mediamente entro 10-15 minuti. Il pene rimane rigido per circa un’ora ma in alcuni casi l’erezione può essere dolorosa e questo costituisce il principale motivo di abbandono della terapia.
Nell 1% dei casi l’erezione può protrarsi oltre le 4 ore e causare forte dolore (questa condizione si definisce “priapismo”
Contrariamente a quanto uno immagini, l’iniezione è invece quasi impercettibile, dal momento che si utilizza un ago molto corto e sottile, e sicura. Nell’arco di alcune sedute ambulatoriali il paziente impara sia la preparazione del farmaco che la metodica dell’auto-iniezione.
Questa terapia invasiva, in quanto comporta la iniezione di farmaco vasoattivo nei corpi cavernosi del pene, determinando un’erezione. Le sostanze terapeutiche farmacologiche utilizzate sono: Prostaglandine e Papaverina. Il loro utilizzo è indicato, nei casi di fallimento della terapia orale o nella rieducazione dopo intervento di prostatectomia radicale.

DISPOSITIVO “VACUUM

Si tratta di un dispositivo a pressione negativa consistente in un cilindro trasparente che viene inserito attorno al pene e tenuto premuto contro il pube. A questo cilindro è collegato un meccanismo che, aspirando l’aria, genera una pressione negativa attorno al pene e ne richiama l’afflusso di sangue provocando l’erezione. E’ particolarmente indicato nei pazienti che devono fare la riabilitazione della funzione erettile dopo un intervento chirurgico (prostatectomia radicale, cistectomia radicale, corporoplastica per IPP), ma può essere utilizzato anche da coppie insoddisfatte dall’utilizzo dei farmaci orali. Al paziente viene mostrato come utilizzare il dispositivo in corso di visita ambulatoriale e, dopo un periodo di prova, potrà scegliere di acquistarlo.

TERAPIA CON LE ONDE D’URTO A BASSA INTENSITA’

L’utilizzo delle onde d’urto a bassa intensità rappresenta l’ultima modalità terapeutica per i pz che soffrono di impotenza e si inserisce all’interno della panoramica delle terapie per il trattamento della DE

Le onde d’urto sono un’alternativa alla cura farmacologica: sono potenzialmente in grado di agire direttamente sull’anatomia della circolazione peniena e quindi sulle cause dirette della mancata erezione (non solo sui sintomi) Per questo motivo si differenzia completamente dalle terapie farmacologiche in grado di agire esclusivamente sul sintomo e senza possibilità di guarigione definitiva.

I PRINCIPALI EFFETTI

  1. Neo angiogenesi: sviluppo nuovi vasi sanguigni nel pene aumentando l’afflusso di sangue nell’organo consentendo di ottenere erezioni più vigorose
  2. Rinvigorimento della muscolatura liscia del pene: la maggioranza dei pz che soffre di DE ha questo disturbo perché la muscolatura liscia delle arterie del pene è danneggiata inibendone il corretto funzionamento: la terapia ad onde d’urto induce la riparazione della muscolatura liscia del pene migliorando il meccanismo veno occlusivo

Non ci sono effetti collaterali né controindicazioni

Non richiede alcun farmaco

Ciò permette ai pz di non ricorrere più ricorrere alla terapia farmacologica oppure di ottenere una migliore risposta terapeutica all’uso dei farmaci

PROTOCOLLO TRATTAMENTO

IL CICLO COMPLETO È COMPOSTO DA 5 APPLICAZIONI A CADENZA SETTIMANALE

OGNI SEDUTA DURA 30 minuti si esegue in ambulatorio senza particolari preparazioni, senza sedazione dal momento che la procedura è indolore. Non invasiva

IN COSA CONSISTE IL TRATTAMENTO:

Le Onde D’urto vengono applicate sul pene attraverso un manipolo lineare collegato al generatore di ultrasuoni.

Le zone anatomiche di applicazione sono 4: i corpi cavernosi dell’asta del pene a destra e sinistra e le basi del pene a destra e sinistra ( crura peniene ). Ognuna di queste zone riceve normalmente 900 impulsi per un totale di 3600 colpi a seduta

I benefici dovrebbero essere visibili nel giro di 6/8 settimane dal trattamento

Ad oggi I risultati dei ns pz oggi sono incoraggianti

Qualora dopo 3 4 mesi non mostra ancora miglioramento significativo verranno prese in considerazione altre modalità terapeutiche

È possibile se necessario ripetere il trattamento dopo un certo periodo di tempo

Un crescente supporto di evidenze scientifiche dimostra che la tp con le onde d’urto per la DE puoi essere utile nei seguenti casi

  • In pz con disfunzione lieve o moderata che rispondono bene agli inibitori della PDE-5  che potrebbero riacquistare  erezioni spontanee e non necessitare più dei farmaci o ridurre la propria dipendenza da essi
  • In pz affetti da de moderata o severa che non rispondono ai farmaci inibitori della PDE – 5 che sono sottoposti a iniezioni intracavernose o ad altri trattamenti topici di seconda linea questi potrebbero rispondere agli inibitori della PDE-5 in seguito a terapia con onde d’urto

 

Ci sono altri campi di applicazione delle onde d’urto in andrologia?

Si, oltre alla disfunzione erettile, le onde d’urto hanno un ruolo importante nella gestione del dolore penieno tipico delle prime fasi della malattia di LA Peyronie (o Induratio Penis Plastica) e anche per il trattamento della Prostatite cronica o Sindrome del Dolore Cronico Pelvico.

Chirurgia protesica


La terapia chirurgica, trova indicazione solo nei pazienti in cui la terapia medica non ha dato risultati. L’intervento chirurgico consiste nell’inserire delle protesi idrauliche, nei corpi cavernosi.

La protesi del pene è una soluzione che garantisce al paziente un’erezione di tipo “meccanico”, sufficiente per il rapporto sessuale. L’indicazione all’impianto della protesi è principalmente costituita dal deficit erettile che non è possibile gestire con i farmaci per bocca, oppure dall’ incurvamento penieno (tipico di patologie come l’induratio Penis Plastica/Malattia di La Peyronie)

Le protesi peniene possono essere raggruppate in due categorie:

  • Le protesi gonfiabili o “tricomponenti” o “idrauliche” Sono quelle più utilizzate. Riescono a riprodurre il “normale” comportamento fisiologico del pene, fatto di momenti di “flaccidità” e di momenti di “erezione”. La protesi è costituita da una coppia di cilindri gonfiabili (inseriti all’interno dei corpi cavernosi) che sono collegati sia ad un sistema di attivazione (la “pompa”, che viene alloggiata nello scroto) che ad un serbatoio (il “reservoir”, che viene alloggiato nell’addome a fianco della vescica) contenente un liquido di soluzione fisiologica.
  • Le protesi “non gonfiabili” conferiscono al pene una situazione di “semirigidità” costante. Possono essere “ soffici” o “malleabili”. I cilindri protesici (generalmente costituiti da silicone o da un’anima metallica rivestita di silicone) vengono alloggiati nei corpi cavernosi e creano un effetto volumetrico positivo. Il risultato consiste in un’ erezione “parziale”, ma sufficiente per la penetrazione, che può essere “completata” dall’eventuale persistenza di una quota di erezione naturale del paziente. Questo tipo di protesi è proponibile principlamente ai pazienti con incurvamento penieno acquisito, con o senza funzione erettile residua.